La storia

 

torreIl nome potrebbe derivare dal greco Dynamos (forza, potenza). Sorto come casale di Soreto, antica colonia della Magna Grecia, che si spopola verso la fine del XV secolo per epidemie malariche, seguì perciò le vicende del vasto feudo di Arena.
Venne in seguito, nel corso del secolo XVI smembrato e dato alla famiglia Galeota, e poi agli Arduino che lo tennero fino al 1653 e che nel 1595 vi avevano incardinato il titolo di Marchese. Dal 1653 al 1686 passò successivamente alle famiglie Tramontana e del Forno. Dal 1686 al 1790 fu dei Caracciolo di Arena, nel 1687 con il titolo di Duca di Soreto, riconosciuto come primitivo del paese. Nel 1790 ritornò agli Stagno – D’Arduino – D’Alcontres che l’avevano rivendicato, e loro rimase fino all’eversione della feudalità. Fu quasi rasa al suolo dal terremoto del 1783. Per l’ordinamento amministrativo disposto dai francesi per legge 19 Gennaio 1807, Dinami veniva riconosciuto luogo, ossia Università, nel cosiddetto governo di Rosarno. Col successivo riordino, disposto con decreto 4/5/1811 diveniva Comune con giurisdizione sui villaggi o frazioni di Melicuccà e Daffinà, e trasferito nel circondario di Arena, per istituzioni effettuate in virtù della stessa legge. Disposizione che veniva mantenuta con riordino dato alla Regione dal Barone per Legge 1/5/1816.
Nella parrocchia di San Michele si conserva un Crocifisso ligneo quattrocentesco, di tipo bizantineggiante, e una statua della Madonna della Catena di Domenico De Lorenzo (sec. XIX). Dinami diede i natali a Girolamo Gallucci agiografo (sec. XVI – XVII), a Pasquale Raimondo Saffioti (1733 – 5/7/1806)insigne giurista, a Ferdinando Gitanna medico chirurgo, padre dell’illustre critico letterario Giuseppe Umberto Gitanna (8//7/1890 – 6/6/1978), allo scultore Giuseppe Rito (20/4/1907 – 26/4/1965). Nella valle di Marepotamo, alla confluenza dei fiumi Melanda e Marepotamo, sono ubicati i ruderi del convento Agostiniano del XV secolo, detti in greco “li mura di Soreto”. Melicuccà antico villaggio di Soreto, prima di diventare frazione di Dinami fu sede giurisdizionale comunale. Infatti l’ordinamento amministrativo disposto dai francesi per Legge 19/1/1807 ne faceva un Comune nel cosiddetto governo di Soriano, chiamandolo Melicuccà di Soreto. Il successivo riordino, decreto 4/5/1811 considerava Melicuccà frazione di Dinami, trasferendolo, perciò nel circondario di Arena. Esiste una monumentale fontana costruita nel 1903 in granito massiccio costruita da mastro Bruno Pelaggi da Serra San Bruno.
 

Comune di Dinami

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